Ci sono periodi in cui vuoi amare. O meglio ami. Perche quando senti l’affetto e una cosa contagiosa che vorresti dare, condividere, esprimere. Poi ti trovi prigioniero di qualcosa, te stesso, le tue paure, il tuo passato.
Ed allora finisce che il tuo umore diventa un sensazione che ti schiaccia. Mi capita spesso lo so, sopratutto quando scrivo su questo blog. Sono mesi che non lo faccio, non perche non mi succeda ma perche forse non ho piu lo stimolo forte che avevo. Il lavoro mi prende. E cosi mi ritrovo a rimandare.
Oggi il bisogno e forte. Sono stanca come mi capita spesso, come succede quando sei schiacciata.
Da anni aspetto la normalita’. E poi non la riconosco, non la inseguo, non so farla mia.
L’affetto che sento non so darlo, e non riesco a capire cosa mi serva per sbloccare questa barriera che con gli anni cresce fino quasi a farmi star male.
Ho bisogno.
Bisogno di uscire dalle mie ragnatele per una boccata d’aria, per respirare come una bambina che non ha I timori e le paure di un adulto che ha tutta la vita e non ha ancora affrontato richieste, domande, aspettative le sue e degli altri.
Non sono una persona nera. Mi considero colorata, non sempre pero.
E mi sento appensantita. Da pensieri troppo grandi che non riesco a gestire che si ingrandiscono in una rete di pro e contro che bloccano una farfalla che cerca di spiccare il volo.
Oggi che e primavera, una primavera fredda, nuvolosa, sospesa. Il buio di un risveglio che non sai perche c’e stato e perche altri ne seguiranno.
Ciclici, continuamente solitari.
Ed il cattivo umore di giorni che partono sbagliati. Forse come sempre o forse come mai che dipendono solo dallo stato in cui ti prepare ad affrontarli.
Silenziosamente combattiva o felicemente positiva o stretta, stretta in un abbraccio caldo che riesce a darti solo l’affetto dei tuoi genitori ma che di contro ti fa sentire sola.
Sono in caduta in cerca di una mano che non prendo.
Diffidente, forse distante.
E voglio reagire ma mi ingarbuglio in piccolezze che mi fanno sbagliare la strada che volevo seguire. Mi fanno soffermare dove forse potrei farne a meno.
Io amo ma non so dirlo e le mie parole diventano tristi e melanconiche. Malinconia, malinconoia. Male.
E domani e’ un altro giorno e il sole continuera a brillare. Cominciera a brillare. Mi illuminera’ sciogliendo questo sofferto groviglio in attesa di un altro nodo che tornera’.
Ieri era importante per esempio capire perche ti ritrovi ad avere amiche che sono particolari. Ti rendi conto che se ci sono personaggi particolari che suscitano reazione ecco quelle persone ti prenderanno sicuramente in simpatia e tu ingoi spesso bocconi amari. Ecco mi chiedo perche mi capita questo, o meglio me lo chiedevo ieri.
Perche poi in ultima analisi finisce che ho sonno. 

E che quando passi un fine settimana come quello che ho apena passato ti vien voglia di raccontare. Sopratutto se e ora di pranzo e il tuo capo non c'e ed allora ti prendi la pausa per sfogare le tue energie represse.
Mi decido a scrivere ma poi non sono piu abituata. Un post al mese. Che una volta ne sfornavo 2 al giorno. Cosa e cambiato?
La voglia di scrivere e sempre li, latente ma il fatto che mi freno dall'essere sincera come ero un tempo. Che poi le sincerata di ieri sono quotidianita' di oggi. Quello di cui mi potevo vergognare ieri non e probabilemte quello di cui mi vergogno oggi.
La mente umana, questo mistero cosi incostante.
Un anno cosi brutto questo: malattie, impegni, stress, una via l'altra e la voglia di non condividere.
Avevo un motivo per scrivere.
L'ho dimenticato.
sono stata in italia a pasqua. Poi a maggio per il mio compleanno, poi a fine maggio di nuovo. Nel mezzo, situazioni.
Sono stata a praga ad aprile con Betta. Ed e venuta Luisa con Daniele a dublino
Ho visto il concerto dei Radiohead che nemmeno ne conoscevo una canzone ma li ho visti da sotto il palco e quasi ci svenivo pero poi mi hanno cancellato quello di Prince. 528 euro che mi tornano in tasca.
Mica che ci sputi sopra. Anzi.
Viene la Manu da Pisa. Son contenta.
La desy ha tirato fuori delle fotografie di 30 kg fa.
un certo effetto fa. Anche se la mia collega in bagno mi ha detto che i capelli scuri mi donano decisamente che sono dimagrita un sacco e che oggi sto particolarmente bene. Non che io mi senta poi proprio cosi. Dico Aspetto che mi arrivino le strmaledette visite dei parenti mensili. Ma e giusto? E giusto che noi donne ogni mese dobbiamo fare i conti con dolore al seno, alla pancia, alla schiena, alla testa e quella voglia di divorare e distruggere e di piangere e di distruggere e di staccare e di distruggere.
Eh dico bella sfiga no?
Come ogni volta che volta che finisco un libro, ecco come ogni volta che finisco un libro, finisco per immergermi in una pozza di emozioni. Palmizio amoremio. Le ultime parole che ho letto.
La settimana delle coincidenze.